Tutti pazzi per Vine

In pochi mesi dal suo lancio, Vine ha già rivoluzionato il modo di pensare i contenuti video in rete.
Credo che gran parte del successo sia dovuto alla sua estrema facilità di utilizzo. Anzi: al rapporto fra questa facilità di utilizzo e la qualità del risultato percepito da chi la utilizza. Chiunque, anche chi ha scarse se non nulle competenze nell’ambito della produzione video, può facilmente realizzare un video con effetto time lapse…

Un altro smacco per chi credeva che “nel mondo non c’è abbastanza talento per il web 2.0” (Barry Diller – per saperne di più leggete questo). Ce n’è talmente poco che Vine ha permesso a giovano talenti del web (2.0 ovviamente) di partecipare al Tribeca Film Festival.
Talmente poco che Charlie Love, con Vine, ha realizzato questo:

E Pinot questo:

Molti altri esempi di bellissime realizzazioni li trovate qui.

Insomma, tutti pazzi per Vine. E, quindi, tutti pazzi per i contenuti video che hanno quella specifica forma di narrazione e, soprattutto, durano 6 secondi.

Un problema per il social media marketing?
O meglio, al di là delle espressioni artistiche, Vine può essere utilizzato per veicolare messaggi “commerciali”, può essere integrato nelle strategie di utilizzo dei social media per la promozione di un brand o di un prodotto. Forma e tempi sono adatti ai contenuti?

La risposta è quasi ovvia: non gli stessi identici contenuti. Bisogna ripensarli, adattarli, far sì che esprimano il loro valore senza sembrare fuori luogo in quello che è, ne sono convinta, un nuovo modo di comunicare tramite le immagini.

Un esempio concreto (e magnifico!) è l’utilizzo di Vine da parte della casa editrice Minimum Fax.
Sì perché l’impresa più ardua di tutte (credevo, prima di imbattermi nelle loro realizzazioni) è quella di raccontare un libro su Vine (e in 6 secondi, insomma: neanche il tempo di leggere la prima riga della quarta di copertina!). Ardua, ma non impossibile, se si è bravi ad adattare il proprio contenuto al mezzo con cui lo si comunica:

Per i più scettici (e anche per chi cerca ispirazione), ecco invece un esempio di un vero e proprio spot di 6 secondi, realizzato da Toyota España:

Se siete interessati ad altri “case studies”, HubSpot ne ha raccolti 15 (i the best of).

Se non avete un Iphone, un Ipad, o uno smartphone con sistema operativo Android (sì perché adesso Vine è disponibile anche per Android), potete guardare online i video postati dagli utenti grazie a SeeVine, un “browser” non ufficiale con lo streaming delle ultime realizzazioni postate tramite Vine. Vi permette anche di fare ricerche per hashtag o di cercare direttamente gli utenti Vine (in questo secondo caso, vi raggruppa tutti i loro post in una grafica molto simile a quella di Pinterest). Consente anche di ottenere embedded link per rilanciare i contenuti sui vostri siti o blog.

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